lunedì 21 agosto 2017

Crocchette di riso e tonno con cuore di formaggio

Eccoci di nuovo qui, questa volta per un piatto salato. L'altra sera volevamo una cena sfiziosa ma non complicata da cucinare. e così ci siamo inventate queste buonissime crocchette di riso. Una versione diversa e saporita delle classiche crocchette di riso con ripieno di formaggio e prosciutto cotto. Si tratta di saporite crocchette di riso e tonno (con il tonno tutta la crocchetta è più saporita senza dover arrivare a mordere "il cuore" della stessa !) Sono facili da realizzare e sono buonissime !!

Ecco gli ingredienti per 11 crocchette:

250 gr di riso integrale Scotti
2 dadi biologici di verdure
1 litro di acqua per fare il brodo in cui verrà cotto il riso
3 scatolette di tonno all'olio di oliva piccole Mareblu
mozzarella a fettine fine (se si vuole un "cuore" più saporito si può sostituire con pecorino dolce, non stagionato)
sale
2 uova (una per l'impasto di riso e tonno e una per girare le crocchette)
pane grattugiato

Procedimento:

Lessare il riso nel brodo ottenuto facendo sciogliere i due dadi in 1 litro di acqua. Aggiungere anche un pizzico di sale se necessario (il riso deve essere saporito). Cuocere finché non è ben cotto (non deve essere al dente, ma parecchio cotto: deve ritirare tutta l'acqua). Far raffreddare. Aggiungere tre scatolette di tonno all'olio di oliva scolato bene e sminuzzato con una forchetta. Mescolare bene e poi aggiungere al composto un uovo sbattuto, sempre mescolando. A questo punto si può cominciare a fare le crocchette. Prendere un po' di impasto con le mani. Fare un buco al centro con il dito e mettere il formaggio, richiudere con altro impasto di riso, tonno e uovo e passare tra le mani per creare una palla. Passare in un uovo sbattuto e poi nel pane grattugiato. Porre mano a mano su una teglia da forno rivestita con carta forno. Infornare in forno già caldo a 180 ° per circa 15 minuti. Lasciar raffreddare (più sono fredde e più sono saporite).
Sono davvero buone, facili da fare e leggere (sono cotte al forno e non fritte).
Da leccarsi i baffi !

Eccole:

 


giovedì 10 agosto 2017

La treccia golosa

Ancora una ricetta golosa con la cioccolata, stavolta però da usare in tavolette da 100 grammi, in particolare si tratta di due tavolette Novi alla giuanduia che costituiscono il cuore pulsante e dolce di questa morbissima treccia!

Ecco gli ingredienti:

Ingredienti

250 gr di farina manitoba

1 uovo piccolo

125 gr di yogurt magro senza lattosio

mezzo cucchiaio di miele

20 ml di olio di semi di mais

12 gr di lievito di birra

1 pizzico di zucchero 

1 pizzico di sale

2 cucchiaiate di latte tiepido 

60 gr di zucchero

vanillina

un tuorlo allungato con un po' di latte per spennellare 

2 tavolette di cioccolata gianduia Novi

Procedimento

Sciogliere il lievito nel latte tiepido con un pizzico di zucchero. Mettere nel robot tutti gli ingredienti e infine il lievito sciolto. Impastare con le fruste per lievitati fino ad ottenere un impasto liscio e appiccicoso. Tirare fuori l'impasto aiutandosi con una spatola, usando pochissima farina per impastarlo sul piano di lavoro. Fare una palla e mettere a lievitare in un recipiente di vetro spolverizzato di farina e coperto con pellicola alimentare, in forno con la luce accesa per 5 ore. Riprendere l'impasto staccandolo con poca farina dalla pellicola (si appiccica alla pellicola perché cresce moltissimo) e dal recipiente. Impastate con il minimo di farina indispensabile perché la pasta deve rimanere morbida. Poi stendetela a forma di rettangolo, dello spessore di 3-4 mm. Al centro posizionate le due tavolette di cioccolata, in modo che abbiano sotto e sopra un bordo di almeno 7 cm di pasta e sui lati almeno 10 cm. Ora tagliate sui lati delle strisce inclinate in diagonale verso il basso, dal bordo esterno laterale del rettangolo di pasta fino alla tavoletta di cioccolata. Fatelo da entrambi i lati. Sotto e sopra lasciate dei rettangoli di pasta, ritagliando i tringoli di pasta in eccesso che si formano con la prima striscia dall'alto e l'ultima dal basso. Ora ripiegate i bordi di sotto e di sopra sulla cioccolata e poi chiudete la striscia di ciascun lato sulla cioccolata, incrociandola con quella corrispondente dell'altro lato. Avrete così una treccia. Spennellate col tuorlo sbattuto mescolato col latte, cercando di chiudere eventuali buchetti della treccia pizzicando la pasta. Lasciate lievitare la treccia in luogo tiepido per un'altra ora. Poi cuocete in forno preiriscaldato ventilato a 160° per circa 15 minuti. La treccia dovrà avere un bel colore dorato. Se la mangiate appena raffredata, la cioccolata all'interno sarà morbida, ma se la lasciate riposare al fresco per un giorno, l'interno  custodirà per voi un cuore di cioccolato da mordere!

Ecco la mitica tracciona:

 Eccola aperta:


La lampada fatata della Mobile Suit

Salve, amici ! Oggi vogliamo inserire le foto della nuova lampada che abbiamo realizzato per la nostra Mobile Suit. Avevamo bisogno infatti di una lampada con luce soffusa per le sere nel petit "living" della nostra casetta mobile, che non attirasse, dalle finestre aperte, insetti volanti vari che, richiamati dalla luce, si addossano alle zanzariere.
Avendo poco spazio e con la necessità di mettere la lampada in un preciso punto "libero" della casetta, non poggiata, ma sospesa (abbiamo utilizzato il posto dove era posizionato il piccolo estintore, inutile fuori da un campeggio) e non trovando niente di niente in commercio (dure ricerche su internet), abbiamo deciso di realizzarla da sole !! Così, facendo rivivere oggetti legati alla nostre giornate prima del terremoto, che stavano nella casa lesionata, ha preso vita questa splendida lampada fatata.
La luce che fa e l'atmosfera che crea è molto rilassante e magica.
Il lampioncino di vetro e metallo che era sul camino della vecchia casa con dentro una candela ha ripreso vita con pigne, frutta secca, rametti e allegre coccinelle, attaccati all'esterno. Jolie ha realizzato il piccolo impianto interno con la lampadina, dipingendo la base della stessa di color oro e decorandolo con lustrini argentati e poi cercavamo una magica presenza che vegliasse sulla nostra nuova vita e ci portasse un po' di fortuna dopo il terremoto che ha scombussolato la nostra quotidianità.
Volevamo acqustare una fata in resina, ma non abbiamo trovato niente. Ci siamo allora ricordate di due dolcissimi folletti che ci erano stati regalati dalla nostra cara e dolce mamma e che erano nella casa lesionata.
E così le due magiche presenze sono diventate gli abitanti della lampada fatata, appesi a leggeri e lucenti fili di rame.
Ora speriamo che la lampada ci porti tanta fortuna in vista della ricostruzione sulla Collina dei mici !!
Di seguito le foto della lampada:

   La lampada di giorno

Ed ecco la lampada in notturna, non è magica ?

 

martedì 8 agosto 2017

La piadina dolce o salata

Buongiorno! Siamo di nuovo qui per darvi la ricetta della piadina, dolce o salata. Nel primo caso di solito noi la riempiamo con la crema al cioccolato Novi e la chiudiamo a mo' di calzone prima di metterla sulla piastra (va bene anche una padella antiaderente possibilmente senza bordo). Quandi la passiamo in cottura da un lato e dell'altro e appena tolta dal fuoco la spolverizziamo di zucchero al velo. Nel caso in cui invece vogliate farcire la piadina col salato (prosciutto, formaggio, verdure grigliate), dovete cuocere la piadina aperta, da un lato e dall'altro. Quando sarà cotta, appena raffredata potrete farcila e poi ripiegarla in due e mangiarla!

Ecco le dosi per 8 piadine:
500 grammi di farina 0
1 cucchiaino di sale
1 bustina di lievito chimico per pizze salate
40 grammi di burro
250 ml d'acqua 

Ed ecco il procediamento:
Impastate il burro a piccoli pezzi con la farina, utilizzando le mani, poi aggiungete l'acqua, il sale e il lievito,  e amalgamate usando una forchetta. Dovete ottenere una pasta non appiccicosa, che dividerete in otto panetti uguali. Stendete ciascuno a forma di cerchio, dello spessore di pochi millemetri, e la piadina è pronta. Cuocete a seconda di come volete farcire come spiegato sopra.

Ecco la foto della nostra piadina dolce alla crema al cioccolato Novi: sublime!

lunedì 7 agosto 2017

Dark cake al triplo cioccolato: la torta di Drusilla

Salve, cari amici, siamo di nuovo con voi per condividere la ricetta di una torta "very strong" al triplo cioccolato, tuttavia adatta a questa calda estate, perché realizzata senza cottura e da mangiare fredda, o, se preferite, freddissima, come un vero semifreddo. E' dedicata a Drusilla, la nostra gattina tutto pepe, la nostra dark and white lady, perché dotata di un carattere forte e indipendente, amante dei safari a caccia di topolini di cui fa strage!
Abbiamo rielaborato un po' una ricetta trovata in rete, aggiungendo qualche piccola modifica in chiave tutto-ciok. Ed ecco a voi la Dark cake!

L
e dosi:

350 grammi di biscotti tipo Digestive
100 grammi di cioccolata extra fondente Novi,
30 grammi di burro
250 grammi di mascarpone 
150 grammi di panna montata vegetale dolce
una confezione da 200 grammi di cioccolata Novi spalmabile
50 grammi di cioccolata gianduia Novi

I
l procedimento:

tritate finemente i biscotti usando un robot da cucina. Unite alla polvere ottenuta il cioccolato extra fondente, previamente fuso insieme con il burro su fiamma dolce. Amalgamare bene e ottenere un composto piuttosto mollicoso. Utilizzare uno stampo circolare di carta per dolci da 18 centimetri di quelli che si trovano in commercio già pronti (per esempio per fare le colombe, i panettoni, ecc.), metterlo su un piatto e versarvi il composto di biscotti e cioccolato, lasciandone da parte circa un quarto. Foderare il fondo (spessore circa 1 cm) e i lati (spessore circa 1,5 cm). Mettete lo stampo in freezer per mezz'ora, mentre preparate la crema.
Unite il mascarpone alla crema spalmabile, montate la panna.  Aggiungete la panna montata con delicatezza, per non smontarla. Usate una spatola e mescolate con delicatezza dal basso verso l'alto. Ora riprendete la base della torta dal freezer, riempitela con la crema e inserite nella crema la cioccolata gianduia novi, tagliata in piccoli cubetti, in modo che vengano sommersi dalla crema. Ricoprite la torta con l'impasto di biscotti avanzato, in modo che la crema non si veda più. Ora coprite la torta e mettetela in frigo per almeno un giorno. A questo punto sarà pronta per essere gustata. Staccate il bordo laterale di carta e infine togliete il fondo di carta e adagiate la torta su un vassoio. Se invece preferite mangiarla come semifreddo, tenetela  un giorno in freezer, toglietela almeno un quarto d'ora di prima di mangiarla e gustatela in questa versione super- fresh!

Qui sotto le foto della mitica Dark cake, e di Drusilla, la lady ispiratrice del mitico dolce!







mercoledì 26 luglio 2017

Gli okonomiyaki (frittelle giapponesi) di Attilino

Lunedì sera abbiamo cucinato gli okonomiyaki. Avendo un'amica giapponese, Mai, abbiamo avuto anche la possibilità di cucinarli a partire dagli ingredienti già preparati giapponesi (essenzialente bustina di farina, aroma di brodo, gamberetti soffiati) a cui andavano aggiunti ingredienti freschi come uova, cavolo verza, porro ecc. e dalla busta abbiamo desunto le quantità degli ingredienti. Ecco allora la ricetta di queste gustose frittelle giapponesi (sono quelle che cucinava Marrabbio in Kiss me Licia), variante di Tokio. Queste frittelle gustose, ma non aggressive, salate, ma con il gusto "dolce" dato dal porro, dal cavolo verza, dalla maionese e dalla salsa di soia sono dedicate al nostro caro micetto Attila, il dolcissimo, che è ancora con noi sulla Collina.

Ingredienti per 2 okonomyiyaki:
100 gr di farina manitoba
160 ml di brodo di verdure
gamberetti lessati a rondelle piccole a piacere
2 uova
un bel pizzico di sale
300 gr di cavolo verza tagliato a pezzettini
1 porro tagliato a pezzettini
4 fettine fine fine di arista di maiale (se si vuole si può fare la variante al pesce sostituendo il maiale con fettine di salmone affumicato)

Per guarnire:
maionese
salsa di soia giapponese (o in sostituzione ketchup)
Se si vuole alghe liofilizzate

Procedimento:
Mescolare la farina con il brodo con una frusta. Aggiungere anche il pizzico di sale e le 2 uova e mescolare sempre con la frusta. Aggiungere i gamberetti, il cavolo verza e il porro, mescolando bene con un cucchiaio. Far scaldare bene una padella antiaderente precedentemente bagnata con un po' di olio di semi utilizando un foglio di carta da cucina (l'olio non deve più vedersi sulla superficie). Versare metà del composto e compattarlo facendone una frittella spessa con una spatola di legno. Lasciar cuocere scoperto un minuto e aggiungere sopra le fettine di carne. Lasciar cuocere scoperto per altri due minuti. Poggiare sopra la padella un coperchio piatto e rovesciare la frittella. Rimetterla nella padella facendola scivolare dal coperchio, aiutandosi con la spatola. Far cuocere coperta per 4 minuti. Rigirare ancora sempre con l'aiuto del coperchio e far cuocere altri 3 minuti scoperta. Impiattare. Cuocere l'altro okonomiyaki usando lo stesso procedimento. Guarnire con maionese e salsa di soia giapponese creando un reticolato sovrapposto. Se si vuole spolverizzare con le alghe (Jolie l'ha mangiata con le alghe, da vero "aninale marino"! Petite semplice).

Ecco le foto. L'okonomiyaki di Jolie:

  Ed ecco quello di Petite senza alghe:

Il nostro dolce angioletto Attilino 🐱:




Le dolci gaufres del Capitano

Nei giorni scorsi abbiamo cucinato un buonissimo dolcetto originario del Belgio, ma diffuso anche nella parte nord della Francia (noi lo abbiamo mangiato quando siamo andate a Charleville, per visitare la casa museo di Rimbaud) e ormai anche a Parigi (l'ultima volta che siamo state a Parigi lungo le Champs-Elysees c'erano molti chischetti di gaufres). Hanno una forma simile alle ferratelle abruzzesi, ma sono molto più morbide e più spesse e hanno un sapore delicato di vaniglia. Si fanno con una apposita macchina con due griglie quadrettate una sopra e una sotto che si chiudono una sull'altra. Noi l'abbiamo acquistata su internet qualche anno fa. Di seguito postiamo la ricetta e le foto. Le gaufres, che si guarniscono con panna, marmellata, cioccolata o per esempio gelato, sono davvero buone e vanno mangiate qualche ora dopo averle cotte, meglio il giorno dopo (basta conservarle in frigo avvolte nella carta forno e poi nella stagnola alimentare e riscaldarle cinque, dieci secondi con la macchinetta con cui sono state cotte). Noi le abbiamo dedicate al Capitano della nostra Mobile Suite che addolcisce le nostre giornate coi suoi limpidi occhi azzurri !

Ingredienti per circa 9 gaufres:
4 uova bio
80 gr di burro fuso
1 vanillina
250 ml di latte
250 gr di farina 00 bio
50 gr di zucchero
mezza bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
Per guarnire: crema di cioccolata, marmellata, panna, ecc.

Procedimento:
Battere lo zucchero con i tuorli fino ad ottenere un composto spumoso. Aggiungere piano piano metà farina mescolata al lievito, il burro fuso, un po' di latte, la vanillina, il sale e il resto della farina e del latte. Montare a neve ferma gli albumi e incorporarli delicatamente al composto con una spatola. Versare un mestolo colmo di pastella su ciascuna delle due piastre riscaldate al massimo e richiudere la macchinetta abbassando la temperatura. Quando la gaufre è dorata, girarla e richiudere la macchinetta. Proseguire fino ad esaurinento del composto. Dopo alcune ore o il giorno dopo riscaldare le guafres con la macchinetta e guarnirle. Noi abbiamo messo cioccolata Novi, marmellata bio senza zucchero Arigoni alle fragoline di bosco e sopra qualche ciuffetto di panna spray. Una vera delizia, degna del dolce Capitano !

Ecco le dolci gaufres pronte per essere gustate:

Ecco le gaufres appena cotte:

La macchinetta per fare le gaufres:

 Il bel capitano dagli occhi di cielo: